Un tablet per tutti a 45 dollari L’India scommette su Android

13 ott 2011 · News ed Eventi

Un programma pilota del governo destina migliaia dispositivi touchscreen agli studenti. Il nome dell’apparecchio è Aakash, distribuito gratuitamente ai ragazzi e a prezzo stracciato nei negozi. E intanto, anche l’Africa produce il suo primo anti-iPad

ROMA – Il governo indiano spinge sull’innovazione, e regala un tablet agli studenti. Si chiama “Aakash” o “Ubislate”, è un dispositivo basato su Android con touchscreen e applicazioni in quantità, e si annuncia di qualità complessiva accettabile. Costo finale circa 45 euro, ma appunto, se non siete studenti: per questi ultimi infatti l’Aakash è gratuito, perché viene riconosciuto dalle istituzioni come strumento utile alla formazione, in un programma di test che coinvolge migliaia di studenti.

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Al momento dell’annuncio, per Aakash (parola che significa “cielo”) era previsto un prezzo di trentacinque dollari, ma anche se basato su tecnologia ormai a basso prezzo, farlo costare meno di cinquanta è già un risultato sbalorditivo. Considerando che, oltre allo studio, il piccolo tablet può anche riprodurre video in alta definizione e tutto sommato essere utilizzato per la gran parte delle operazioni più comuni. Proprio come uno dei tanti tablet cinesi in vendita a circa il doppio del prezzo.

Aakash e Ubislate. La differenza tra i due modelli è nel prezzo e nella connettività. Ubislate, circa 60 dollari, dispone di un modulo Gprs e connettività gratuita, Aakash supporta solo il wifi e costa 15 dollari in meno. All’interno le due macchine

sono sostanzialmente indistinguibili dai vari tablet “bulk” che affollano il mercato: 256 mega di Ram, 2 gigabyte di memoria di massa (ma le microSd sono supportate). Pesa 50 grammi, lo schermo è da 7 pollici, resistivo e quindi con i limiti di questa tecnologia, 800×480 è la risoluzione. Ma c’è un coprocessore grafico che Aakash può utilizzare per applicazioni più intensive, come la riproduzione video in hd. Il cuore è Android Froyo, non l’ultimo grido in fatto di sistemi operativi mobili, ma comunque perfettamente funzionante. E soprattutto non oneroso per l’utente e per il governo indiano.

Android in Africa. Dopo l’India, che conta decine di migliaia di attivazioni di dispositivi mobili al giorno, smartphone e tablet sono in piena espansione anche in Africa. Secondo The International Data Corporation, nel 2011 le vendite dovrebbero crescere del 50%, ma è un terreno per Android piuttosto che per Apple: iPhone e iPad costano troppo per questi mercati. E proprio dal continente africano arriva una nuova sfida tecnologica lanciata da un giovane imprenditore del Congo Brazzaville, Vèrone Mankou. Lo scorso settembre Mankou ha presentato Way-C, un tablet al 100% africano “di ottima qualità”. E’ dotato di una versione customizzata di Android e costa poco più di 200 euro, una cifra tre volte inferiore a quell’iPad commercializzata a Brazzaville. Ma ancora superiore, e di molto, al piccolo miracolo indiano.

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