Undicimila messaggi al secondo così WhatsApp pensiona l’sms

13 feb 2012 · News ed Eventi

Le applicazioni per smartphone sfidano i messaggini a pagamento. Da Viber a Beluga, un attacco alle compagnie telefoniche. Con gli esperti che mettono in guardia: a rischio il 25 per cento del fatturato delle aziende tradizionali  dal nostro inviato ANGELO AQUARO

NEW YORK – La fine del messaggino è arrivata puntuale con un messaggino che ha cominciato a circolare una decina di giorni fa: “Wathsapp sta per diventare a pagamento a meno che tu non sia un utilizzatore frequente”. Milioni di utenti sono andati in paranoia in tutto il mondo: ma sarebbe bastato leggere meglio per capire che si trattava di uno scherzo. “Whatsapp”, abbreviazione per dire “che succede”, era scritto con l’h nel posto sbagliato. Ma che cos’è Whatsapp e perché ha decretato la fine del messaggino?

SCHEDA ECCO I KILLER DELL’SMS

Dice bene il Financial Time: l’invenzione di mister Jan Koum sta rappresentando per il business degli sms quello che Skype ha rappresentato per la telefonia. Skype ha picconato la telefonata a pagamento. Whatsapp sta picconando il messaggino a pagamento.

In soli due anni l’azienda è passata da un milione a un miliardo di txt di traffico. Che sono 41,666,667 messaggi all’ora, 694,444 messaggi al minuto e 11,574 messaggi al secondo.

Anche l’arma, cioè il piccone, è la stessa: si chiama Internet. Come Skype fa viaggiare le telefonate sulla rete invece che sulla linea telefonica, così fa Wahtsapp. E l’applicazione è solo la prima. Perché da Viber a Beluga i concorrenti in campo sono già tanti.

E

senza contare l’instant messagging che propone da sempre la stessa Skype – o i servizi in fotocopia di Google Voice – il traffico dei tradizionali sms adesso viene sempre più ridimensionato dalla calata sul mercato del supergigante Apple. La funzione è innata nelle ultime versioni del sistema operativo. Si chiama, e ti pareva, iMessage, con la solita “i” lì davanti a etichettare i prodotti Internet della Mela, e permette di comunicare gratis tra iPhone, iPad e iPod touch.

La calata del gigante è uno strattone. E pazienza se i possessori di Blackberry potevano usufruire già da tempo dello stesso servizio: BlackBerry Messenger. La tribù Blackberry, per la verità sempre più a rischio estinzione per il successo degli smartphone di Apple e Android, è sempre stata composta per la maggior parte da businessman, che usavano il telefono soprattutto per lavoro (spesso pagato dall’azienda) e che trovavano magari più comodo mandare direttamente una email, che poi era il plus (gratis) che la rete BlackBerry già permetteva.

John Hodullick, un analista della Ubs, dice ora alla Cnn che il margine di profitto dell’intero business delle compagnie telefoniche è a rischio. I messaggini alla fidanzata, l’sms per avvisare la mamma quando sei arrivato a casa, costituiscono l’11 per cento della bolletta telefonica e il 25 per cento del margine di profitto delle compagnie. Che naturalmente stanno già correndo ai ripari: il costo dei messaggini sta diventando in tutto il mondo forfettario mentre ora cresce, e ti pareva, la bolletta di Internet.

Ignorando che la fine del messaggino rientra in quel “ciclo dell’informazione” scoperto dal guru della Columbia Tim Wu: ogni innovazione mediatica porta inevitabilmente a un monopolio che però una nuova innovazione butterà nuovamente giù. Magari con un semplice sms: naturalmente via Web.
 

Repubblica.it > Tecnologia