Videogiochi: Italia da 1,3 miliardi, in crescita

9 dic 2011 · Uncategorized

di Daniela Giammusso

ROMA – In Italia il mercato dei videogiochi al 2011 vanta un valore di mercato di 1,035 miliardi (contro i 57-65 mondiali) e crescera’ ancora fino al miliardo e mezzo nel 2015. Molto di piu’ pero’ si potrebbe fare per un settore in tale espansione, sul nostro territorio partito con notevole ritardo e ancora colpevolmente poco sorretto dalle istituzioni. E’ quanto emerso oggi dal terzo Games Forum promosso da Aesvi e sostenuto da Antonio Palmieri (Pdl), membro della Commissione cultura della Camera dei deputati, che sotto al titolo ‘Videogiochi Made in Italy: opportunita’ per i giovani e per il paese’ ha riunito allo stesso tavolo operatori e rappresentati delle istituzioni. ”L’Italia dal punto di vista dei consumi di videogiochi e’ al quarto-quinto posto in Europa – racconta il presidente dell’Aesvi Andrea Persegati – Ma pur con la possibilita’ di creare business, posti di lavoro e cultura non abbiamo ancora grandi produttori”. E la colpa non e’ solo dei costi. ”C’e’ un problema di arretratezza seria. Qui si lavora ancora in termini di manifatturiera tradizionale, anche quando si vanno a scegliere i beneficiari dei sostegni”, dichiara la senatrice Marilena Adamo (Pd), mentre Giovanna Melandri (Pd) su suggerimento degli operatori appoggia l’ipotesi di un tax shelter applicato anche ai videogames, oltre che al cinema. ”Si puo’ discutere il come, ma avrebbe un effetto benefico collaterale enorme – spiega – Bisogna poi sostenere anche il mercato dei capitali di rischio, dove, anche qui, siamo troppo indietro”. Pensa a nuovi rapporti di lavoro e di integrazione fra universita’ e impresa, Maurizio Sacconi (Pdl) della Commissione Finanza e Tesoro del Senato. ”Se l’Agcom fosse un po’ piu’ indipendente – dice – chiamerebbe i gestori a fare gli investimenti cui sarebbero tenuti nel rapporto licenziatario con il pubblico, sia per il mantenimento della rete tradizionale che per quelle di nuova generazione. Lo sviluppo dell’economica digitale – aggiunge – pone anche il problema della destrutturazione delle attivita’ tradizionali. Prima ancora che ricorrere al bilancio dello stato, bisogna metter mano all’impianto regolatorio del rapporto di lavoro perche’ in Italia ci sono leggi scritte per i lupi, partendo cioe’ dal presupposto ‘io non mi fido”’. Grande appassionato del blockbuster Angry Birds, ”in questo momento di crisi economica e d’occupazione per i giovani – conclude il vicepresidente alla Camera Maurizio Lupi – il settore dei videogiochi, per quanto piccolo, ha due elementi che dovrebbero far guardare al futuro con positivita’: e’ innovativo, lancia l’offerta e cresce; e la sua forza sta nella persona e nella sua creativita’, soprattutto dei giovani”.

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