WikiLeaks è un gioco globale Dall’Italia il primo contributo

29 dic 2010 · News ed Eventi

Un team di sviluppatori americani invita la comunità di programmatori underground a creare videogame prendendo spunto dalla storia di Julian Assange e dei cable segreti. Come “Leaky World”, che permette di manomettere la rete informativa del potere di IVAN FULCO

IL PROGETTO si chiama Wikileaks Stories, l’idea è di un piccolo team di sviluppatori americani, ma l’obiettivo è quanto mai ambizioso: raccontare la vicenda Wikileaks in forma di videogioco, o comunque di storia interattiva, chiamando a raccolta il popolo dei programmatori underground. Il risultato sarà una collezione a tema di “political game”, anche se gli autori preferiscono definirli diversamente: “Creiamo giochi per la libertà e la democrazia”, spiegano i ragazzi di Gnome’s Lair. Il progetto è completamente aderente alla filosofia wiki: tutti possono partecipare con un proprio videogame, senza vincoli di stile, di forma o di schieramento politico. E la prima risposta alla convocazione arriva proprio dall’Italia.

Un mondo che “perde”. Il primo contributo a Wikileaks Stories, appena pubblicato, si intitola Leaky World, ed è un gioco d’autore, firmato dal collettivo italiano di Molleindustria. Leaky World è una rilettura in chiave interattiva del saggio Cospirazione come governo, un pamphlet pubblicato da Julian Assange nel 2006, e sulla cui dottrina si basa oggi la mission di Wikileaks.

Al centro dello schermo, un planisfero del potere politico, costellato di nodi informativi rappresentati dalle principali capitali. Al giocatore il compito di dirigere la linea delle relazioni internazionali, intessendo legami da punto

a punto, così da accrescere il controllo dell’elite politica sui destini del mondo. Tutto questo fino a quando non si verifica una fuga di notizie, rappresentata da un nodo che inizia letteralmente a “perdere” informazioni. In quel momento, la priorità diventa tagliare tutti i rapporti con quel centro di potere, per evitare che, goccia dopo goccia, la perdita faccia salire la marea dell’opinione pubblica.

“Alcune idee prosperano  –  si legge dopo il game over  –  altre muoiono, portate via dalle correnti della storia”. A meno che non si riesca a intessere una rete mondiale perfettamente intrecciata, più forte di qualsiasi opposizione democratica. Nel qual caso, viene celebrata la vittoria della nomenklatura: “Noi siamo ovunque. E per questo siamo invisibili”.

Teoria della cospirazione. Ma come si racconta Wikileaks al tempo dei videogiochi interattivi? “Le storie emerse dai leak dell’ambasciata americana non sono state sconvolgenti”, spiega Paolo Pedercini, sviluppatore di Leaky World. “Per questo ho pensato che l’approccio migliore fosse quello di fare un passo indietro, di provare a fornire una rappresentazione sistemica anziché narrativa del dramma del potere nell’era dell’informazione”.

“Per Assange  –  prosegue –  la classe dominante “cospira” continuamente: imprenditori, lobbisti, militari e politici mantengono linee di comunicazione più o meno segrete in cui si scambiano informazioni ben diverse dai canali di comunicazione destinati al pubblico generale. In questo contesto, il leak è un modo per ripristinare la verità e ostacolare questi piani che generalmente danneggiano la maggior parte delle persone”.

Videogame in corso. Secondo il team di Gnome’s Lair, il progetto Wikileaks Stories si arricchirà nei prossimi giorni di nuovi titoli, tra i quali un’avventura grafica in prima persona sulla storia di Julian Assange. Nel frattempo, in Rete altri sviluppatori hanno riletto la vicenda Wikileaks in chiave più o meno ironica.

È il caso di Cablegate: The Game, che ha demandato agli utenti il compito di taggare le migliaia di cablogrammi filtrati in Rete. Oppure di The Wikileaks Game, in cui guidare nella raccolta di documenti riservati un Julian Assange in versione super-deformed. O ancora, di Wikileaks: The Game, in cui Assange, nascosto dietro la scrivania di Barack Obama, deve attendere che il presidente degli Stati Uniti si addormenti per trafugare notizie dallo studio ovale.

In questi casi, l’analisi politica si scioglie nell’approccio goliardico che caratterizza molti dei videogiochi in Flash diffusi in rete, ma il concetto non cambia. Il dibattito su Wikileaks è aperto. E come da filosofia wiki, chiunque può partecipare con un suo contributo, in qualsiasi forma.

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