Wikipedia: siamo patrimonio culturale

30 mag 2011 · News ed Eventi

L’enciclopedia libera fondata da Jimmy Wales aspira a rientrare nella lista dei patrimoni dall’UNESCO. Bisogna riconoscerne il valore culturale, secondo i sostenitori. Ma le procedure di approvazione non promettono esiti positivi

Roma – 10 anni di vita, 18 milioni di voci contenute, in 279 lingue. Tra i 10 siti più popolari del Web. Dopo aver fatto i calcoli, Wikipedia ha deciso di presentare una richiesta per diventare Patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO così come lo sono il tango argentino, la cucina francese e il Grand Canyon.L’idea della candidatura arriva dalla Germania. Con 1,2 milioni di voci presenti, il tedesco si classifica al secondo posto nel novero delle versioni dell’enciclopedia, secondo solo all’inglese. La proposta è arrivata nel mese di marzo nel corso della conferenza globale tenutasi a Berlino.

L’accoglienza della proposta è stata entusiastica a detta di Jimmy Wales, fondatore del sito, secondo il quale l’idea fondamentale è riconoscere che Wikipedia sia un fenomeno culturale globale sorprendente, che ha cambiato la vita a centinaia di migliaia di persone. Per Wales il valore dell’enciclopedia risiede nella sua capacità di supportare l’istruzione degli individui in tutto il mondo, fornendo un grande numero di informazioni e notizie.

La sfida di rientrare nella lista dei tesori culturali protetti dall’Unesco è senz’altro aperta a diversi esiti. Si tratta, infatti, della prima candidatura inoltrata da un’entità digitale. In ballo, come prevedibile, c’è la questione sull’effettiva attendibilità scientifica di un’enciclopedia modificabile liberamente.

Secondo gli osservatori, si tratta di una vera e propria scommessa dal risultato tutt’altro che scontato dal momento che gli esperti che dovranno giudicare le proposte tendono a considerare le innovazioni che germogliano in rete prive della necessaria maturità che dovrebbero possedere gli aspiranti candidati a rientrare nella lista UNESCO. “I professionisti esperti del patrimonio culturale tendono a essere piuttosto conservatori, altrimenti non avrebbero scelto un’occupazione del genere”, confessa Britta Rudolff, consulente in materia e docente presso la Brandenburg University of Technology di Cottbus, in Germania. “A loro piace giocare col passato – continua Rudolff – e qualcosa che risale anche solo a dieci anni fa deve affrontare un duro esame”.

L’aspirazione ad accompagnare la Grande Muraglia Cinese o la Grande Barriera Corallina si rivela, dunque, un percorso in salita. Lo conferma anche Susan Williams, capo delle relazioni esterne dell’UNESCO, che sottolinea come la richiesta di un’entità digitale come Wikipedia sia un evento senza precedenti. Le procedure di approvazione, secondo Williams, sono abbastanza complesse e l’enciclopedia digitale fondata da Wales incontrerà più di qualche difficoltà nel soddisfare i criteri.

Cristina Sciannamblo

Punto Informatico